Intervista a “Er Menestrello”: il cantautore biancoceleste.

Fonte: Alessio Sciarra
Pubblicato: 13 ottobre 2012 alle 16:32

Questa volta l’ intervista è per “Er Menestrello”, il cantautore che ci diverte con le sue canzoni sul web.

-Come sei diventato Laziale?

“La mia è una famiglia dal sangue biancoazzurro”

-Qual’è stata la partita più bella in tutta la tua vita da Laziale?

“Difficile… forse il derby in cui segnò Signori sotto i fumogeni e Marchegiani parò il rigore a Giannini al 90′. All’esultanza mi ritrovai ad una decina di file più in basso, senza sapere come ci ero arrivato lì.”

-Cosa ne pensi dell’attuale dirigenza?

“Penso che Lotito ha fatto molto sotto il profilo strettamente economico, ma ben poco sotto il profilo umano e di comunanza laziale. Oggi non si rende conto di quel poco che basterebbe per fare il salto di qualità.”

-Molte volte hanno accusato di razzismo la nostra tifoseria, te cosa ne pensi a riguardo?

“Penso che il calcio è uno sport e con la politica o l’odio razziale, non ha nulla a che fare. Mi piacere che restasse fuori dagli spalti. Gli uh uh uh che spesso si sentono, credo che la maggior parte delle volte siano fatti perchè chi ti è vicino lo fa e non perchè uno abbia veramente idee razziste. Una moda demenziale che nella follia degli spalti spesso contagia.”

-Quali sono le cose della Lazio che vorresti cambiare e quali ritieni insostituibili?

“Vorrei che la società facesse qualcosa in più per i suoi tifosi, ma non parlo dello stadio o di qualche acquisto (che comunque sarebbero graditi), ma di un progetto che li rendesse più partecipi ed importanti visto che il loro supporto, i tifosi laziali non l’hanno fatto mai mancare… Insostituibile?!? E chi se non la Curva Nord…”

– Sul web le tue creazioni sono molto famose…come nascono?

“Prendo spunto da quelle che sono le situazioni settimanali extra calcistiche e da quelle del campo. Se i risultati ci arridono allora cerco le parole giuste su un motivo orecchiabile ed il gioco è fatto. Il difficile è restare puliti facendo comunque male, visto che spesso mi chiamano tifosi che mi raccontano di quante volte i figli canticchiano i miei pezzi.”

– Quale è stato il giocatore più importante nella storia della Lazio? Perchè?

” D’istinto vorrei rispondere Chinaglia per tutto ciò che ha fatto dentro e fuori dal campo. Ma io sono stato sfortunato, perchè l’ho vissuto poco.  Per la Lazio della mia vita direi Giuliano Fiorini. Quel giorno ero allo stadio e c’era molta gente in lacrime vicino a me. Quando ha segnato, non mi vergogno a dirlo, le ginocchia hanno ceduto e mi sono ritrovato abbracciato a 1000 braccia di gente unica.”

– Cosa ne pensi del gioco di Petkovic?

“E’ un bel personaggio, mi pare che pian piano stia plasmando la squadra. Diamogli tempo, ma era da un pò che non vedevo una Lazio così sfrontata, e mi fa piacere”

Fonte: Simone Cesaretti – lamialazio.altervista.org

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